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I VERBI

Dopo aver capito cosa siano gli aggettivi qualificativi, ho pensato che i bambini fossero pronti ad affrontare…il “temuto” mondo dei verbi

Per far comprendere cosa siano i verbi, abbiamo deciso di avventurarci nel fantastico mondo dei mimi. A turno ogni bambino ha “mimato”, appunto, un’azione, senza poter, ovviamente, parlare…I bambini si sono divertiti tantissimo…

Questo gioco “fisico” ha permesso di identificare il verbo come un’azione. Successivamente abbiamo disegnato alcune “attività” a loro più vicine: scrivere, correre, colorare, disegnare…Siamo partiti, sempre, dai verbi in prima persona: “IO SCRIVO, IO MANGIO, IO BEVO, NOI LEGGIAMO, NOI CORRIAMO”… Fortunatamente questo aspetto ludico, accompagnato ad attività di rinforzo, ha permesso ai bimbi di identificare il verbo- azione.

Qui, una parte, delle attività che i bimbi hanno svolto a scuola.

Durante la stessa settimana abbiamo affrontato anche semplici azioni (actions) in inglese (run, fly, jump, swim).

Qui la scheda sui verbi https://www.didatticaacolori.it/wp-content/uploads/2021/03/VERBI-3.pdf

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Aggettivi qualificativi (parte 2)

Gli aggettivi qualificativi sono piaciuti tanto che abbiamo deciso di continuare…

Abbiamo fatto diverse esercitazioni, sia orali che scritte, in un’ottica laboratoriale… L’unica regola: sono stati banditi gli aggettivi buono, bello, bravo…via libera alla fantasia.

I bambini hanno poi scritto autonomamente, a scuola, delle frasi utilizzando le parole- qualità. Il nostro lavoro è stato, ovviamente, accompagnato da letture che hanno facilitato il percorso di apprendimento.

Qui troverete le attività svolte in classe.

Qui invece https://www.didatticaacolori.it/wp-content/uploads/2021/03/Aggettivi-qualificativi3.pdf le attività da ritagliare e incollare sul quaderno. Alla prossima!

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Lettura e comprensione

“Orlando curioso e il mistero dei calzini spaiati”

Per i bambini di seconda la lettura e la comprensione dei testi è davvero importante; per poterla realizzare nel modo corretto è necessario procedere a piccoli passi.

I testi, almeno all’inizio, dovrebbero essere semplici, espliciti ed anche accattivanti. 

Ieri ho proposto ai bambini la lettura autonoma di un testo (l’adattamento del libro “Orlando curioso e il mistero dei calzini spaiati”). 

In seguito, i bambini hanno potuto scegliere le risposte alle domande di comprensione (hanno colorato la risposta corretta tra le tre proposte). 

Successivamente hanno disegnato la parte che, secondo loro, era la più bella. Al termine dell’attività ho letto, per intero, il libro “Orlando curioso” da cui ho estrapolato il testo che i bimbi hanno letto e che troverete qui https://www.didatticaacolori.it/wp-content/uploads/2021/02/Orlando-curioso-3.pdf e qui https://www.didatticaacolori.it/wp-content/uploads/2021/02/ORLANDO-CURIOSO-1.pdf

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Ascolto e comprensione

“Non ti buttare Larry”

Oggi abbiamo letto il libro “Non ti buttare Larry” (in realtà avevamo ascoltato la storia già ieri). Abbiamo discusso su chi fossero i lemming: topolini, marziani, esseri strani…Ma poi, strani, rispetto a cosa? 

Questi lemming sono tutti uguali, fanno le stesse cose, pensano le stesse cose, si somigliano tutti…

Uno di loro, però, è diverso (sì, ma rispetto a chi? Anche gli altri suoi amici sono ”diversi” rispetto a lui…). 

Un giorno, però, succede qualcosa di veramente strano e pericoloso che farà riflettere tutti i lemming sul loro modo di ragionare “tutto uguale”…

Alla fine anche i bimbi hanno capito che è più bello “essere Larry” e utilizzare la propria testa, perché in fondo…siamo tutti diversi e tutti speciali (e i colori non sono bellissimi perché hanno tante sfumature, mai uguali tra di loro?).

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Perché si chiamano “Giorni della merla”?

Gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) sono chiamati giorni della merla, i più freddi dell’anno. Una delle leggende più note, con diverse varianti regionali a seconda delle regioni, racconta che l’unica merla rimasta, a causa del freddo, aveva le piume bianche e soffici. A causa del gelo rischiava, però, di morire, così si riparò sul comignolo di una casa dove, oltre al calore, trovò anche la fuliggine che la fece diventare nera.

La leggenda racconta che, poiché era l’unica merla rimasta, da allora tutti i merli sono neri.

Curiosità: da decenni durante i giorni della merla le temperature non sono eccessivamente rigide.