Nemo? Cosa c’entra con la descrizione?

Siamo arrivati alla descrizione degli animali… Sarei potuta partire da un cane o da un gatto, ma ho preferito optare per un pesce…Nemo! Certo è un po’ bizzarro come personaggio, ma in fondo…abbiamo provato con qualcosa di diverso e divertente… Il giorno prima abbiamo scritto uno schema guida (flessibile ed adattabile una volta diventati più esperti) da utilizzare per descrivere qualcuno “non umano”. Ho proposto Nemo perché è “diverso” (ma, poi, rispetto a chi?) dagli altri pesci, con cui i bambini potessero identificarsi, e con un papà iperprotettivo nei suoi confronti, con una storia un po’ difficile alle spalle. Insomma, ha tanti spunti su cui lavorare…

Prima di affrontare una descrizione autonoma da parte dei bambini, ho pensato di effettuare un lavoro condiviso in cui ognuno potesse comporre il proprio tassello del puzzle…Insieme abbiamo discusso su come descrivere con le parole questo pesce così apparentemente fragile ma alla fine così forte e determinato.
Ovviamente abbiamo bandito gli aggettivi buono, bello, bravo…ci siamo sforzati di utilizzare qualità diverse… Qui sotto trovate il lavoro svolto tutti insieme…

Ho proposto ai bambini anche altre descrizioni, qui quella dell’orso https://www.didatticaacolori.it/wp-content/uploads/2021/05/Descrizione-ORSO-1.pdf Solo dopo i bambini si sono potuti cimentare con descrizioni autonome di animali a loro piacimento. Qui c’è lo schema per la descrizione degli animali https://www.didatticaacolori.it/wp-content/uploads/2021/05/Schema-descrizione-ANIMALE-1.pdf

A presto con altre attività. Lasciate un commento. Alla prossima!

Harry Potter e Pippi Calzelunghe

Cosa hanno in comune Harry Potter e Pippi Calzelunghe? Beh, decisamente nulla… o quasi… Beh, forse una cosa ce l’hanno…Sono entrambi personaggi di fantasia e poi… li abbiamo “usati” per creare i nostri testi descrittivi.

Ma facciamo un passo indietro… Dovevamo affrontare il testo descrittivo. Siamo partiti da uno schema che troverete qui ➡️ https://www.didatticaacolori.it/wp-content/uploads/2021/05/DESCRIZIONE-2.pdf

Abbiamo iniziato descrivendo a voce una persona a noi vicina (i bimbi hanno scelto una maestra). Poi abbiamo fatto un sorteggio ed ogni bimbo ha descritto, stavolta sul quaderno, un proprio compagno. Siamo passati alla mamma, ad un familiare…

Ma poi…Ci è venuta un’idea…Quale modo migliore, per ampliare il lessico, se non quello di leggere altre descrizioni di personaggi conosciuti?

Abbiamo anche approfittato per esercitarci sulla comprensione…Qui il testo di Pippi Calzelunghe https://www.didatticaacolori.it/wp-content/uploads/2021/05/Pippi-calzalunghe-2.pdf e qui https://www.didatticaacolori.it/wp-content/uploads/2021/05/Harry-Potter-1.pdf quello di Harry Potter.

Lasciate un commento, se vi va.

Buona navigazione!

Lapbook “verbo avere”

“Learning by doing”…quale migliore occasione se non quella di creare uno strumento versatile e creativo che abbia anche una valenza didattica? E così, anche noi, ci siamo avvicinati al Lapbook. A dire il vero, i bambini conoscevano già uno strumento di questo tipo: uno dei loro due libri d’inglese (anche se decisamente più strutturato) si presenta in questo modo.

Trovo che coinvolgere i bambini nel processo di apprendimento, attraverso attività di manipolazione, li aiuti a organizzare il pensiero e consolidare gli argomenti appresi.

Per realizzare la parte esterna del lapbook, è sufficiente procurarsi un cartoncino Fabriano F4 e piegarlo come un biglietto d’auguri (questa è stata proprio la definizione che hanno dato i bambini). Avere a disposizione: colori, forbici, colla e tanta, tanta…fantasia!

Poi si consegna il foglio A4 con la parte a “fisarmonica” e con quella “a fiore” (che trovate qui https://www.didatticaacolori.it/wp-content/uploads/2021/05/Matrice-lapbook.pdf)

All’interno della “fisarmonica” i bambini hanno scritto i tre significati del verbo avere, accompagnandoli con un disegno. Anche qui, ognuno di loro, ha potuto disegnare e scrivere quello che preferivano ma sempre, ovviamente, legato al lavoro che stavano facendo.

Il “fiore”, invece, è stato completato in modo da far ricordare ai bimbi tutti quei casi in cui l‘h non va scritta.

La parte più divertente è stata “personalizzare” il lapbook con i disegni che preferivano.

Qui vedete come è stata personalizzata la parte esterna di alcuni lapbook.

Un aspetto importante dei lapbook è anche il fatto che oltre ad essere uno strumento personalizzato e personalizzabile, è anche uno strumento altamente inclusivo. Chiunque potrà apportare le modifiche e i miglioramenti che ne permetteranno una facile (e frequente) consultazione. Ogni bimbo avrà sempre a disposizione nello zaino o nel quaderno questo strumento che potrà aprire, osservare, leggere… ogni volta che vorrà.

State connessi…a breve altri lapbook!